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24 marzo 2006
ELEZIONI 2006
CHI VOTEREMO?
Cari amici e lettori, è arrivato il momento di schierarci, seppur con tante difficoltà. Ci siamo riuniti e dopo ampio dibattito si è arrivati alla seguente conclusione:
CAMERA DEI DEPUTATI: LASCIAMO LIBERO L'ELETTORATO. Oggettivamente non sappiamo per chi votare, per cui abbiamo dato ampia libertà di scelta.
SENATO DELLA REPUBBLICA: RIFORMATORI LIBERALI E PLI Constatato che vi è la presenza di almeno due liste liberali abbiamo così deciso: In tutte le regioni faremo votare per i RIFORMATORI LIBERALI, tranne in Lombardia dove Claudio ha chiesto ed ottenuto di far votare la lista del PLI,come segnale di volontà ad aprire alle altre forze liberali al fine di riunirle.
Ecco i simboli:

| inviato da il 24/3/2006 alle 1:32 | |
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25 febbraio 2006
Ecco la Sicilia vera! Riportiamo un articolo apparso su quotidiano siciliano riguardante il figlio di Provenzano. Questa storia ci deve fare riflettere su come i giovani abbiano capito cosa sia l'antimafia e la vogliano realmente combattere. LA politica ha talmente compreso che come sempre giovani non ce n'è,anzi ritorna in campo Calogero Mannino.Il resto è noia...
(La Sicilia)
Provenzano junior promuove l'Italia all'estero
PALERMO - Il ministero dell'Istruzione ha concesso una borsa di studio a Francesco Paolo Provenzano, figlio del boss Bernardo, capo di Cosa nostra e latitante da oltre quarant' anni. Il figlio di Provenzano è stato inserito in un gruppo di 36 giovani, su un totale di 308 candidati, che promuoveranno la cultura italiana all'estero. Provenzano junior, come scrive oggi un noto quotidiano nazionale, si trova attualmente in Germania, nel liceo 'Stadtische Gesamtshule' di Schwerte, nella regione del Nordreno Vestfalia, dove per anni ha vissuto suo zio Simone (lavorava in fabbrica fino a quando fece ritorno a Corleone): è assistente di lingua italiana con un incarico che durerà fino a dicembre.
Francesco Paolo ha un curriculum studentesco di tutto rispetto e, secondo il quotidiano, è molto stimato nel suo ambiente: ha conseguito la laurea in lingue e culture moderne, presentando una tesi su 'I goti come oggetto di etnografia' e ottenendo un punteggio di 106/110. Provenzano junior, che fra l'altro parla correttamente il tedesco, compirà 24 anni il 16 aprile prossimo.
25 Febbraio 2006
| inviato da il 25/2/2006 alle 16:3 | |
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20 gennaio 2006
GRAZIE DAL POPOLO ITALIANO
Oggi vogliamo ringraziare l'opera continua e costante dei nostri vigili del fuoco, che QUOTIDIANAMENTE rischiano la vita per la nostra sicurezza e incolumità.
La redazione ha pensato di raccogliere quanti più messaggi di amici e lettori del nostro blog, per inviarli al sito dei VV.FF e far sentire loro la nostra sincera stima e affetto.
Lasciate un messaggio,anche anonimo se volete.
L'obiettivo è raggiungere almeno 100 messaggi virtuali,la strada è dura, ma con il sostegno di tutti,è un traguardo raggiungibile.
Grazie anticipatamente.
La redazione.
| inviato da il 20/1/2006 alle 8:51 | |
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17 gennaio 2006
PER LA SERIE: SENZA PAROLE!!
Cari amici e lettori, l'articolo che stiamo pubblicando ci ha lasciati piuttosto perplessi.
Gli Usa, che da sempre si sono eretti paladini della democrazia e della libertà, hanno compiuto un atto che osiamo dire essere da Talebani.
La domanda che ci e vi poniamo è:Con quale diritto noi occidentali condanniamo un paese SOVRANO mediorientale perchè vuole aprire centrali nucleari,o attacchiamo una dittatura che per la tranquillità del globo è innocua, quando il primo paese che dovrebbe fungere,in un certo senso,da traino, compie atti di assoluta barbarie?
A voi la risposta.Buona lettura:
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USA: GIUSTIZIATO UN CONDANNATO DI 76 ANNI, AMMALATO E CIECO |
SAN FRANCISCO - Il condannato alla pena capitale Clarence Allen, 76 anni, ammalato e cieco, e' stato messo a morte oggi nella prigione di San Quintino, in California, dopo che il governatore Arnold Schwarzenegger gli aveva negato la grazia.
Uno dopo l'altro, i giudici federali e il governatore Arnold Schwarzenegger hanno respinto i suoi appelli. Allen e' non solo il primo condannato a morire negli Usa nel 2006, ma anche uno dei piu' anziani nella storia americana. Da quando esistono le statistiche sulla pena capitale, solo John Nixon, messo a morte il mese scorso a 77 anni in Mississippi, risulta essere stato piu' vecchio di Allen.
L'eta' avanzata e le condizioni precarie dell'indiano, vittima di un attacco cardiaco a settembre e reso cieco e quasi sordo dalle conseguenze del diabete, non sono serviti come argomenti nei ricorsi dell'ultim'ora dei suoi legali. L'America negli ultimi anni ha deciso, attraverso sentenze della Corte Suprema, che e' vietato uccidere minorati mentali e chi ha commesso delitti da minorenne.
Ma se c'e' un'eta' minima per morire, al momento non ne esiste una massima. Anzi, secondo i giudici della Corte d'appello di San Francisco che hanno esaminato il caso Allen, ''la sua eta' e la sua esperienza hanno solo reso piu' acuta la sua abilita' di calcolare a freddo ogni passaggio dell'esecuzione dei suoi crimini''.
Figlio di indiani Cherokee e Choctaw, Allen ha un passato che difficilmente puo' muovere a compassione qualcuno nel sistema giudiziario americano. Nel 1980, mentre ormai gia' cinquantenne stava scontando un ergastolo per un delitto, secondo l'accusa ordino' di uccidere il testimone che lo aveva incastrato al processo, Bryon Schletewitz, 27 anni. Il sicario assoldato da Allen, il suo ex compagno di detenzione Billy Ray Hamilton, per far fuori Schletewitz senza lasciare testimoni uccise anche due dipendenti dell'uomo, un ragazzo di 18 anni e una ragazzina di 17. Hamilton e' ora a sua volta nel braccio della morte a San Quintino.
''Sono terribilmente dispiaciuto per quello che e' accaduto - ha detto giorni fa Allen in un'intervista - ma non posso esprimere rimorso per il crimine, perche' non l'ho commesso io. Spero di incontrare le vittime nell'altro mondo e di spiegar loro che non ho mai complottato per ucciderle e non ho mai voluto il loro male''.
(www.ansa.it) |
| inviato da il 17/1/2006 alle 13:55 | |
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13 gennaio 2006
AMNISTIA E INDULTO
Ancora una volta il Parlamento ha dimostrato di anteporre inutili beghe interne a interessi nazionali superiori..Sarà un caso che l'unanimità (o quasi) l'abbiano raggiunta solo per la legge sui finanziamenti ai partiti????:
SPIEGHIAMO, INTANTO,COSA SONO:
(www.ildue.it)
Amnistia e indulto sono provvedimenti di clemenza previsti dalla Costituzione. L'amnistia estingue il reato. Può essere applicata prima che sia intervenuta una sentenza irrevocabile di condanna (amnistia propria) oppure successivamente alla condanna stessa (amnistia impropria).
Il Codice penale prevede espressamente la possibilità che l'amnistia possa essere sottoposta a condizioni ed obblighi. Diversamente dalla grazia, concessa al singolo dal Presidente della Repubblica, l'indulto e l'amnistia sono deliberati dal Parlamento.
Dal 1992 è prevista una maggioranza qualificata molto alta (due terzi). L'ultima amnistia risale al 1990. Un anno fa, fu concesso il cosiddetto 'indultino', che in realtà è uno sconto di pena di due anni.
L' INDULTO - insieme con la GRAZIA, che è un provvedimento individuale, specifico, cioè, per una sola persona - «condona in tutto o in parte la pena inflitta, o la commuta in un'altra specie di pena stabilita dalla legge. Non estingue le pene accessorie, salvo che il decreto disponga diversamente, e neppure gli altri effetti penali della condanna».
L'INDULTINO - è uno sconto di due anni di carcere per chi ha già trascorso dietro le sbarre almeno metà della pena, cioè una sospensione condizionata della parte finale della pena. Lo «sconto» può essere concesso una sola volta ma non riguarda chi è stato condannato per reati particolarmente gravi come mafia, terrorismo, omicidio, contrabbando, traffico di stupefacenti, sequestro di persona, rapina aggravata, violenza sessuale, pedofilia; riduzione in schiavitù, turismo sessuale, esclusi anche i delinquenti abituali, professionali o per tendenza.
L'AMNISTIA, prevista dall'art. 151 del Codice penale, «estingue il reato e, se vi è stata condanna, fa cessare l'esecuzione della condanna e le pene accessorie». Può essere generale (cioè riferita a tutti i reati punibili con una pena detentiva non superiore ad un certo numero di anni) o particolare se comprende solo alcune categorie di reati (ad esempio delitti commessi in occasione di manifestazioni). L'amnistia non si applica ai recidivi, ai delinquenti abituali, o professionali o per tendenza «salvo che il decreto disponga diversamente».
LA COSTITUZIONE - È l'art. 79 della Costituzione che regola gli istituti dell'indulto e dell'amnistia: «L'amnistia e l'indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale. La legge che concede l'amnistia o l'indulto stabilisce il termine per la loro applicazione. In ogni caso, amnistia e indulto non possono applicarsi ai reati commessi successivamente alla presentazione del disegno di legge». La legge costituzionale del '92 ha previsto una maggioranza altissima (i due terzi dei componenti e non solo per il voto finale ma anche per ogni singolo articolo) per varare sia l'amnistia che l'indulto. Questa scelta politica ha reso difficilissimo adottare questi provvedimenti. L'obiettivo era infatti quello di limitare amnistia e indulto, cui si era fatto largo ricorso nei decenni precedenti, mentre si dava il via, con il nuovo codice di procedura penale, ai riti alternativi. Prima di questa modifica la concessione della amnistia e dell'indulto avveniva con decreto del presidente della Repubblica sulla base di una legge delega approvata dalle Camere a maggioranza semplice (come per una qualunque altra legge).
È datata 1990 l'ultima amnistia. Da allora, più volte, l'ipotesi di un simile provvedimento di clemenza si è riaffacciata sulla scena senza tuttavia concretizzarsi: gli anni Novanta, segnati dal ciclone Mani pulite e da episodi di terrorismo, hanno infatti rappresentato un ostacolo. Oggi, dopo la ribellione dei giorni scorsi nel carcere romano di Regina Coeli, le polemiche sull' affollamento dei penitenziari, il tema è stato riproposto anche ripensando alle parole del Papa che nel novembre del 2002, prendendo la parola alla Camera, parlò della situazione delle carceri e chiese un gesto di clemenza.
L'ULTIMA AMNISTIA: l'ultima amnistia risale al 10 aprile 1990. Fu concessa durante il settennato al Quirinale di Francesco Cossiga e in concomitanza con l'entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale, approvato nel 1989. Quella amnistia, come ricordò l'allora ministro della Giustizia Giuliano Vassalli in sede di replica in Parlamento, aveva l'obiettivo di alleggerire il sovraccarico giudiziario e il pesante arretrato che comportava l'estensione della competenza pretorile per i reati con pena massima di quattro anni. Il provvedimento cancellò infatti in primo luogo i reati non finanziari per i quali era prevista una pena detentiva appunto non superiore, nel massimo, a quattro anni. Vennero anche cancellati, per quanto riguarda i reati del codice penale, la violenza e minaccia a pubblico ufficiale, la rissa quando non vi fossero lesioni, la violazione di domicilio, la truffa. Secondo un conteggio fatto dal ministero della Giustizia il 13 aprile 1990, tre giorni dopo l'approvazione, avrebbero usufruito di quella amnistia circa 13.000 detenuti. La popolazione carceraria complessiva era infatti all'epoca di 32.000 reclusi, di cui circa 13.000 in attesa di giudizio, di primo o dei gradi successivi, e il provvedimento era applicabile solo a questi ultimi. Le prime scarcerazioni, una ventina, vennero disposte dalla Procura generale di Milano già il 12 aprile.
ED ECCO LA FINE DI UN SOGNO CHIAMATO NECESSITA'-INTERESSE:
(www.corriere.it)
Montecitorio affossa amnistia e indulto
Soppressi due articoli, cade l'intero provvedimento di clemenza Decisivi i veti incrociati di Ds-Margherita e di Forza Italia |
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Detenuti nel carcere milanese di San Vittore (Emblema) | ROMA - Cade definitivamente l'ipotesi di un'amnistia. Ma anche l'indulto è stato affossato da Montecitorio. Decisivi i veti incrociati di Ds e Margherita sull'amnistia e di Forza Italia sul solo indulto.
L'Assemblea di Montecitorio ha prima approvato l'emendamento presentato da Alleanza Nazionale e dalla Lega che sopprimeva l'articolo 1 del provvedimento, grazie a un voto trasversale che ha visto il sì alla soppressione anche di Ds e Margherita. Per questo emendamento era prevista la maggioranza semplice.
Come scontato, dopo l'ok all'emendamento, l'aula ha cancellato l'amnistia dal provvedimento di clemenza: 206 i voti a favore della soppressione, 191 i contrari. Come annunciato nelle dichiarazioni di voto sull’emendamento, Ds e Margherita hanno dunque votato a favore della soppressione dell’amnistia dal testo, così come An e Lega che avevano messo a punto la proposta di modifica. Hanno votato contro invece Forza Italia, Udc, Rosa nel pugno, Verdi, Prc e Pdci. La votazione ha travolto tutti gli altri articoli che nel testo disciplinavano l'amnistia.
Dopo aver detto no all'amnistia, l'Aula della Camera ha affossato anche l'indulto. L'assemblea di Montecitorio ha approvato l'emendamento della Lega e di An soppressivo dell'articolo 6 del testo sull'amnistia e l'indulto. L'emendamento è passato con 206 sì, 178 no e due astensioni. Come era accaduto per l'amnistia, Lega e An hanno applaudito dopo l'esito della votazione. Infine è arrivato anche lo scontato no all'«indulto in misura ridotta», e anche l'ultimo brandello del provvedimento di clemenza è stato cancellato. La bocciatura dello "sconto" di un anno (applicabile a rapinatori, estorsori e usurai) era in realtà scontata, visto che la misura stava in piedi solo in presenza dell'indulto.
«Ancora una vota si è irresponsabilmente giocato con le aspettative dei detenuti, che sono le vere vittime di questa pantomima politica» ha detto il ministro della Giustizia, Roberto Castelli. Diverso il commento di Pier Ferdinando Casini: «Non ci voleva tanto a capire che questo sarebbe stato l'esito, non si doveva essere una Einstein della politica. Io purtroppo prima di Natale avevo detto che non c'erano le condizioni, sono stato un facile profeta. Ma lo constato con amarezza» ha spiegato ai cronisti il presidente della Camera.
LA MOBILITAZIONE - A sostegno dei provvedimenti di clemenza erano sorti anche comitati esterni al Parlamento (il principale è quello guidato da don Antonio Mazzi e Marco Pannella) che chiedevano di dare seguito agli impegni presi dal Parlamento in occasione della visita di Giovanni Paolo II nel 2002. Lo scorso 27 gennaio, in occasione dell'approdo della discussione alla Camera, era stato promosso anche un corteo per le vie di Roma con presidio davanti a Montecitorio per sollecitare i deputati ad accelerare sull'approvazione del testo. Ma la convocazione è andata praticamente deserta con la maggior parte dei parlamentari - e tra loro anche molti dei sostenitori della legge - risultati assenti ( con giustificazioni più o meno valide) e questo aveva sollevato polemiche e scambi di accuse che hanno coinvolto anche il presidente dell'assemblea Pier Ferdinando Casini, accusato di aver indetto la seduta in un giorno e ad un orario insoliti con l'intento di boicottare il provvedimento.
12 gennaio 2006 |
| inviato da il 13/1/2006 alle 11:55 | |
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13 gennaio 2006
SIGNORI ESTREMISTI CLERICALI LEGGETE!!W LA RICERCA
QUEST'ARTICOLO LO PUBBLICO IO, ALLA FACCIAZZA DELLA REDAZIONE...SCHERZO!(CLAUDIO)
Esperimenti sui topi condotti da equipe italiana (ANSA)-ROMA, 12 GEN- Ricercatori italiani hanno arrestato la progressione della sclerosi multipla nei topi mediante il sequestro dell'ormone leptina.Per bloccare la leptina (prodotta soprattutto dalle cellule adipose) il gruppo di Giuseppe Matarese (Universita' Napoli) ha usato anticorpi specifici che la intrappolano,e i risultati sono stati eccezionali:la malattia non progredisce,si riducono le ricadute e la presenza di antigeni specifici dei linfociti T, le cellule immunitarie implicate nella malattia.
| inviato da il 13/1/2006 alle 2:57 | |
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10 gennaio 2006
IL FERRANTE INCAZZATO!
NEL SITO DI LIBERALI PER L'ITALIA CI SARA' UN DURO BOTTA E RISPOSTA TRA DE LUCA E IL NOSTRO PRESIDENTE FERRANTE, LEGGETE:
Caro Caputi, ho letto il tuo articolo ed intendo replicare nel seguente modo :"Condivido integralmente. Questo è il PLI". Coloro che continuano ad inventare sigle e siti liberali lo fanno solo perchè pensano così di sponsorizzare se stessi. Vi sono solo due posizioni liberali che possono rappresentare un punto di aggregazione reale: Il PLI nell' area moderata e Zanone nella Margherita. Tutto il resto è velleitaria esibizione personale. Il Consiglio Nazionale di giovedì sarà una giornata fondamentale per le scelte che riguardano il nostro futuro. Cordiali Saluti
Stefano de Luca
(il messaggio che ha mandato Claudio in attesa di visualizzazione, mandato anche a noi per pubblicarlo subito): Cari amici, la lettera di risposta dell'on de Luca credo non lasci più dubbi di sorta. Tutti noi, e quando dico noi intendo tutti i "velleitari personaggi che vogliono sponsorizzare se stessi" abbiamo provato a trovare un accordo, senza prevaricazioni, anzi offrendo la disponibilità a fare un passo indietro per il bene dell'italia e dei liberali. Noi portiamo progetti velleitari quale è la riunificazione, a differenza di de luca che ha un grande progetto...rientrare in parlamento! Lui rappresenta il partito più forte..l'ottimo 0,3% dei sondaggi lo dimostrano. Potrei continuare, ma sembrerebbe prendere in giro le nostre intelligenze,perchè sono cose dette e ridette. Ora basta!Dopo questa elegante presa di posizione di chi HA AVUTO IL CORAGGIO DI CANDIDARE FLAVIA VENTO ALLE REGIONALI,io dico che per quanto mi riguarda ogni contatto con chi sta nel PLI è politicamente concluso. Vedete,cari De Luca e riciclati politici vari, noi oggi non siamo, ma domani sicuramente saremo.Voi non siete e non lo sarete mai. Scusate la foga. A PRESTO. CLAUDIO FERRANTE
FORSE CLAUDIO SI E' INCAVOLATO UN PO' TROPPO, PERO' CARI AMICI è INNEGABILE CHE DE LUCA MANCHI COMPLETAMENTE DI RISPETTO A TUTTI. SPERO CHE IL SEGRETARIO NAZIONALE DEL PLI FACCIA UNA RETTIFICA,ALTRIMENTI SI PRENDA LA RESPONSABILITA' DI UNA ENNESIMA SPACCATURA,FORSE INSANABILE.
| inviato da il 10/1/2006 alle 21:8 | |
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10 gennaio 2006
Contributo di un nostro amico liberale romano
Pubblichiamo il contenuto di una riflessione inviataci dall'amico Piero Pierucci di Roma, in merito al rapporto che vi è tra il PLI e De Luca:
Un errore di tutti ,
continuare ad apostrofare il PLI, come il PLI di de luca.
Non può e non deve essere così.
Sicuramente esiste da statuto un modo democratico per sistemare le cose.
Saluti piero Pierucci
Caro Piero, permettici di dirti che viste le ultime operazioni politiche condotte dal segretario nazionale del PLI,senza che la base non solo non ne fosse d'accordo, ma neanche lo sapeva,beh chiamare quel partito liberale di De Luca non ci sembra così sbagliato. Ciao e continua a scriverci. LA REDAZIONE
| inviato da il 10/1/2006 alle 19:4 | |
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10 gennaio 2006
AGGIORNAMENTI SU SHARON
ULTIMI AGGIORNAMENTI SULLE CONDIZIONI DI SHARON (ANSA):

Non ha mai ripreso conoscenza (ANSA) - GERUSALEMME, 15 GEN - Il premier israeliano Ariel Sharon resta in coma, undici giorni dopo l'emorragia cerebrale che lo ha colpito.'La situazione del primo ministro non e' cambiata, resta grave e stabile. Non ha mai ripreso conoscenza'. Lo ha detto all'Afp la signora Yael Bossem Levy, portavoce dell'ospedale Hadassah dove Sharon e' ricoverato.
| inviato da il 10/1/2006 alle 15:46 | |
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9 gennaio 2006
ECCO L'ULTIMO SONDAGGIO PUBBLICATO DA SWG SULLE PROX ELEZIONI..NOTATE IL POTENTISSIMO PARTITO LIBERALE CHE PRETENDEREBBE DI INGLOBARE GLI ALTRI MOVIMENTI IN QUANTO PARTITO PIù FORTE...MAH!:
| inviato da il 9/1/2006 alle 20:32 | |
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