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13 gennaio 2006

AMNISTIA E INDULTO

Ancora una volta il Parlamento ha dimostrato di anteporre inutili beghe interne a interessi nazionali superiori..Sarà un caso che l'unanimità (o quasi) l'abbiano raggiunta solo per la legge sui finanziamenti ai partiti????:

SPIEGHIAMO, INTANTO,COSA SONO:

(www.ildue.it)

Amnistia e indulto sono provvedimenti di clemenza previsti dalla Costituzione.
L'amnistia estingue il reato.
Può essere applicata prima che sia intervenuta una sentenza irrevocabile di condanna (amnistia propria) oppure successivamente alla condanna stessa (amnistia impropria).

Il Codice penale prevede espressamente la possibilità che l'amnistia possa essere sottoposta a condizioni ed obblighi. Diversamente dalla grazia, concessa al singolo dal Presidente della Repubblica, l'indulto e l'amnistia sono deliberati dal Parlamento.

Dal 1992 è prevista una maggioranza qualificata molto alta (due terzi). L'ultima amnistia risale al 1990. Un anno fa, fu concesso il cosiddetto 'indultino', che in realtà è uno sconto di pena di due anni.

L' INDULTO - insieme con la GRAZIA, che è un provvedimento individuale, specifico, cioè, per una sola persona - «condona in tutto o in parte la pena inflitta, o la commuta in un'altra specie di pena stabilita dalla legge.
Non estingue le pene accessorie, salvo che il decreto disponga diversamente, e neppure gli altri effetti penali della condanna».

L'INDULTINO - è uno sconto di due anni di carcere per chi ha già trascorso dietro le sbarre almeno metà della pena, cioè una sospensione condizionata della parte finale della pena.
Lo «sconto» può essere concesso una sola volta ma non riguarda chi è stato condannato per reati particolarmente gravi come mafia, terrorismo, omicidio, contrabbando, traffico di stupefacenti, sequestro di persona, rapina aggravata, violenza sessuale, pedofilia; riduzione in schiavitù, turismo sessuale, esclusi anche i delinquenti abituali, professionali o per tendenza.

L'AMNISTIA, prevista dall'art. 151 del Codice penale, «estingue il reato e, se vi è stata condanna, fa cessare l'esecuzione della condanna e le pene accessorie». Può essere generale (cioè riferita a tutti i reati punibili con una pena detentiva non superiore ad un certo numero di anni) o particolare se comprende solo alcune categorie di reati (ad esempio delitti commessi in occasione di manifestazioni). L'amnistia non si applica ai recidivi, ai delinquenti abituali, o professionali o per tendenza «salvo che il decreto disponga diversamente».

LA COSTITUZIONE - È l'art. 79 della Costituzione che regola gli istituti dell'indulto e dell'amnistia:
«L'amnistia e l'indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale.
La legge che concede l'amnistia o l'indulto stabilisce il termine per la loro applicazione. In ogni caso, amnistia e indulto non possono applicarsi ai reati commessi successivamente alla presentazione del disegno di legge».
La legge costituzionale del '92 ha previsto una maggioranza altissima (i due terzi dei componenti e non solo per il voto finale ma anche per ogni singolo articolo) per varare sia l'amnistia che l'indulto.
Questa scelta politica ha reso difficilissimo adottare questi provvedimenti.
L'obiettivo era infatti quello di limitare amnistia e indulto, cui si era fatto largo ricorso nei decenni precedenti, mentre si dava il via, con il nuovo codice di procedura penale, ai riti alternativi.
Prima di questa modifica la concessione della amnistia e dell'indulto avveniva con decreto del presidente della Repubblica sulla base di una legge delega approvata dalle Camere a maggioranza semplice (come per una qualunque altra legge).

È datata 1990 l'ultima amnistia.
Da allora, più volte, l'ipotesi di un simile provvedimento di clemenza si è riaffacciata sulla scena senza tuttavia concretizzarsi: gli anni Novanta, segnati dal ciclone Mani pulite e da episodi di terrorismo, hanno infatti rappresentato un ostacolo.
Oggi, dopo la ribellione dei giorni scorsi nel carcere romano di Regina Coeli, le polemiche sull' affollamento dei penitenziari, il tema è stato riproposto anche ripensando alle parole del Papa che nel novembre del 2002, prendendo la parola alla Camera, parlò della situazione delle carceri e chiese un gesto di clemenza.

L'ULTIMA AMNISTIA:
l'ultima amnistia risale al 10 aprile 1990.
Fu concessa durante il settennato al Quirinale di Francesco Cossiga e in concomitanza con l'entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale, approvato nel 1989.
Quella amnistia, come ricordò l'allora ministro della Giustizia Giuliano Vassalli in sede di replica in Parlamento, aveva l'obiettivo di alleggerire il sovraccarico giudiziario e il pesante arretrato che comportava l'estensione della competenza pretorile per i reati con pena massima di quattro anni.
Il provvedimento cancellò infatti in primo luogo i reati non finanziari per i quali era prevista una pena detentiva appunto non superiore, nel massimo, a quattro anni.
Vennero anche cancellati, per quanto riguarda i reati del codice penale, la violenza e minaccia a pubblico ufficiale, la rissa quando non vi fossero lesioni, la violazione di domicilio, la truffa.
Secondo un conteggio fatto dal ministero della Giustizia il 13 aprile 1990, tre giorni dopo l'approvazione, avrebbero usufruito di quella amnistia circa 13.000 detenuti.
La popolazione carceraria complessiva era infatti all'epoca di 32.000 reclusi, di cui circa 13.000 in attesa di giudizio, di primo o dei gradi successivi, e il provvedimento era applicabile solo a questi ultimi. Le prime scarcerazioni, una ventina, vennero disposte dalla Procura generale di Milano già il 12 aprile.

ED ECCO LA FINE DI UN SOGNO CHIAMATO NECESSITA'-INTERESSE:

(www.corriere.it)

Montecitorio affossa amnistia e indulto
Soppressi due articoli, cade l'intero provvedimento di clemenza
Decisivi i veti incrociati di Ds-Margherita e di Forza Italia
STRUMENTI




permalink | inviato da il 13/1/2006 alle 11:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

Detenuti nel carcere milanese di San Vittore (Emblema)
ROMA - Cade definitivamente l'ipotesi di un'amnistia. Ma anche l'indulto è stato affossato da Montecitorio. Decisivi i veti incrociati di Ds e Margherita sull'amnistia e di Forza Italia sul solo indulto.
L'Assemblea di Montecitorio ha prima approvato l'emendamento presentato da Alleanza Nazionale e dalla Lega che sopprimeva l'articolo 1 del provvedimento, grazie a un voto trasversale che ha visto il sì alla soppressione anche di Ds e Margherita. Per questo emendamento era prevista la maggioranza semplice.
Come scontato, dopo l'ok all'emendamento, l'aula ha cancellato l'amnistia dal provvedimento di clemenza: 206 i voti a favore della soppressione, 191 i contrari. Come annunciato nelle dichiarazioni di voto sull’emendamento, Ds e Margherita hanno dunque votato a favore della soppressione dell’amnistia dal testo, così come An e Lega che avevano messo a punto la proposta di modifica. Hanno votato contro invece Forza Italia, Udc, Rosa nel pugno, Verdi, Prc e Pdci. La votazione ha travolto tutti gli altri articoli che nel testo disciplinavano l'amnistia.
Dopo aver detto no all'amnistia, l'Aula della Camera ha affossato anche l'indulto. L'assemblea di Montecitorio ha approvato l'emendamento della Lega e di An soppressivo dell'articolo 6 del testo sull'amnistia e l'indulto. L'emendamento è passato con 206 sì, 178 no e due astensioni. Come era accaduto per l'amnistia, Lega e An hanno applaudito dopo l'esito della votazione. Infine è arrivato anche lo scontato no all'«indulto in misura ridotta», e anche l'ultimo brandello del provvedimento di clemenza è stato cancellato. La bocciatura dello "sconto" di un anno (applicabile a rapinatori, estorsori e usurai) era in realtà scontata, visto che la misura stava in piedi solo in presenza dell'indulto.
«Ancora una vota si è irresponsabilmente giocato con le aspettative dei detenuti, che sono le vere vittime di questa pantomima politica» ha detto il ministro della Giustizia, Roberto Castelli.
Diverso il commento di Pier Ferdinando Casini: «Non ci voleva tanto a capire che questo sarebbe stato l'esito, non si doveva essere una Einstein della politica. Io purtroppo prima di Natale avevo detto che non c'erano le condizioni, sono stato un facile profeta. Ma lo constato con amarezza» ha spiegato ai cronisti il presidente della Camera.
LA MOBILITAZIONE - A sostegno dei provvedimenti di clemenza erano sorti anche comitati esterni al Parlamento (il principale è quello guidato da don Antonio Mazzi e Marco Pannella) che chiedevano di dare seguito agli impegni presi dal Parlamento in occasione della visita di Giovanni Paolo II nel 2002. Lo scorso 27 gennaio, in occasione dell'approdo della discussione alla Camera, era stato promosso anche un corteo per le vie di Roma con presidio davanti a Montecitorio per sollecitare i deputati ad accelerare sull'approvazione del testo. Ma la convocazione è andata praticamente deserta con la maggior parte dei parlamentari - e tra loro anche molti dei sostenitori della legge - risultati assenti (con giustificazioni più o meno valide) e questo aveva sollevato polemiche e scambi di accuse che hanno coinvolto anche il presidente dell'assemblea Pier Ferdinando Casini, accusato di aver indetto la seduta in un giorno e ad un orario insoliti con l'intento di boicottare il provvedimento.
12 gennaio 2006

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"La Libertà" G.Gaber
[parlato]: Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato
che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco
con la gioia di inseguire un’avventura.
Sempre libero e vitale
fa l’amore come fosse un animale
incosciente come un uomo
compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

[parlato]: Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno
di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio
solamente nella sua democrazia.
Che ha il diritto di votare
e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare
ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche avere un’opinione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

[parlato]: Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto
che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura
con la forza incontrastata della scienza
con addosso l’entusiasmo
di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero
sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche un gesto o un’invenzione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

Test di preparazione liberale:sapresti dirmi chi sono?
















Ricetta: Liberale

Il nome di questo piatto è "Liberale" ed è classificato come Bevande. L'ingrediente principale è Whisky.

Ingredienti: 2/6 Vermouth 1/6 Amer Picon 3/6 Whisky 1 Spruzzo Angostura Per Servire: 1 Cubetto Ghiaccio 1 Fettina Arancia.

Metodo di preparazione: Agitare nel mixer. Servire nel calice basso, con un cubetto di ghiaccio e una fettina d'arancia..

Questa ricetta la puoi preparare per 1 persona.

(Giorgiotave.it)